Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

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Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

Una storia da raccontare

Categories: Editoriali

In Ruanda la guerra, anzi le guerre appartengono ad epoche del passato. La società locale è indaffarata a svolgere la propria quotidianità: agricoltori, pastori, artigiani, commercianti di tabacco, caffè e tè. Nel Ruanda è presente altra attività, molto diffusa nelle caste minori: raccoglitori di materiale ferroso. Ed è proprio ciò che il 26 settembre quattro fratellini di Kigoma appaiono comandati a compiere: raccogliere ferro. I ragazzini: Olivier 12 anni, Fulgence, 10, Kevin, 8, Igiraneza 4. Olivier raccoglie ferro, i fratellini aiutano, le ore trascorrono ad accumulare materiale da consegnare al genitore.  Olivier, raccoglie, i più piccoli lo seguono, per loro quel lavoro è quasi un gioco. La giornata continua, i ragazzini ormai stanchi intraprendono la via di casa. Campi agricoli, zone alberate, il sole è al tramonto, i ragazzi continuano a percorrere la strada del rientro. Olivier nota tra la vegetazione un pezzo di ferro, si china lo raccoglie. Immediata la potente esplosione che dilania il corpo di Olivier. Schegge e sassi feriscono anche i tre fratelli che vengono soccorsi e trasferiti presso l’ospedale di Kigoma. Ad esplodere è stata un granata, un residuato bellico, un Uxo. Una storia quest’ultima da raccontare, a chi è disposto ad ascoltare. Una storia da scrivere per chi è propenso a leggerla. Una storia da far recepire a chi è convinto che le guerre iniziano e terminano tra ferree date da studiare a scuola. Una storia, quella di Oliver e i suoi fratelli da ribadire nei salotti chic pseudo-culturali, luoghi in cui le priorità potrebbero essere altre, la lettura di una poesia, le note di un sax o quant’altro. In Siria, le vittime della guerra sono tutte civili e la gran parte di queste bambini inferiori all’età di Oliver, ma a noi che importa, l’importante è che la sfilata di moda a Milano sia stata un successo e che la Blasi abbia polemizzato con Spalletti e company.

Giovanni Lafirenze

Foto: it.pinterest.com

 

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