Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

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Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

PUGLIA: L’ESERCITO AL LAVORO PER BONIFICARE ORDIGNI BELLICI

Categories: Bonifica perché

Sono riprese ieri – e andranno avanti fino al 31 ottobre – le operazioni per la bonifica dei residui bellici nel porto di Molfetta (BA). Al lavoro gli artificieri dell’Esercito. La messa in sicurezza del porto è iniziata nel maggio 2009 e rientra nelle attività previste dall’accordo di programma per la bonifica delle aree portuali, sottoscritto dal Ministero dell’Ambiente, Regione Puglia, ARPA Puglia ed ICRAM (Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare). L’obiettivo è quello di individuare, recuperare e disattivare gli ordigni bellici presenti sui fondali delle aree portuali e costiere dell’Adriatico Pugliese. Nelle scorse settimane sono state individuate 55 bombe d’aereo da 30 libbre di nazionalità inglese. Solo nei porti della Puglia negli ultimi 4 anni sono stati disinnescati 320 ordigni, di cui circa 294 bombe d’aereo e 26 razzi. Negli ultimi 10 anni invece sono oltre 30mila gli interventi di bonifica eseguiti dall’Esercito sul territorio nazionale su ordigni risalenti alle guerre mondiali. In Puglia il disinnesco e il successivo brillamento vengono effettuati dai team EOD (acronimo inglese per Explosive Ordnance Disposal, ovvero bonifica ordigni esplosivi) dell’11° reggimento genio guastatori dell’Esercito con sede a Foggia, uno dei 12 reggimenti dell’Esercito dislocati su tutto il territorio nazionale in grado di intervenire per la bonifica degli ordigni esplosivi e dei residuati bellici. Gli artificieri provvedono allo stoccaggio e alla messa in sicurezza dei residuati in un’apposita area per evitare eventuali processi di autocombustione. Gli ordigni vengono successivamente trasportati e fatti brillare in una cava a Ruvo di Puglia. Fonte: http://www.ilgiornaledellaprotezionecivile.it/index.html?pg=1&idart=13899

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