Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

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Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

L’ultimo viaggio

Categories: Editoriali

La tregua ad Aleppo è solo un sogno, il cessate il fuoco una tragica speranza che svanisce tra i boati dei bombardamenti. Chi scappa non guarda più neanche i cadaveri abbandonati per strada. Il rappresentante dell’UNICEF in Siria, Hanaa Singer, denuncia, nonostante sforzi ONU o di altre Associazioni Umanitarie, l’imperdonabile indifferenza politico-militare nei confronti dei bambini siriani. Colpi da mortaio, granate d’artiglieria, bombe d’aereo uccidono, la gente con ogni mezzo fugge da ordigni, fame e terrore. Tra i tanti che fuggono, un furgone partito da Al-Hasaka (Hassaké), direzione “salvezza” e carico di civili il quale giunto in località Al Khwaytla pressa una mina. Una mina, ordigno improvvisato, schiacciato dal peso del mezzo di trasporto. L’ordigno esplode. All’interno del camioncino tre donne di cui una in “dolce” attesa, due bambini, tre uomini autista compreso. La mina, la bomba esplode, il pulmino travolto dall’onda d’urto si ribalta, all’interno i civili non pregano più, non possono più sognare campi da lavorare o case da riordinare. I piccoli, non possono più giocare o immaginare corsi scolastici da frequentare. Le due donne, chissà avrebbero voluto un lavoro, una famiglia, dei figli. La donna in attesa, avrebbe voluto stringere tra le braccia sua figlia, suo figlio, ma non è possibile, la mina, l’ordigno è esploso, ponendo fine ad ogni sogno-speranza. I due uomini, il primo marito della futura mamma, avrebbe, al fianco della moglie, altrettanto desiderato abbracciare la sua bimba, il suo bimbo. Il secondo uomo, un giovane, forse desiderava semplicemente raggiungere un luogo, una qualsiasi località priva di orrori. L’autista da tempo impegnato a condurre in salvo tanti civili sicuramente avrebbe voluto sottrarre alla morte i passeggeri di quel suo ultimo viaggio. G.l.

The Last travel

In Aleppo the truce is only a dream, a tragic hope that disappears among roars and bombings. People, who can only run, do not pay attention to the deads anymore. The spokesperson of UNICEF in Syria, Hanaa Singer, reports the unforgivable political-military indifference directed to syrian children, despite humanitarian efforts by ONU and other humanitarian associations. Strike by mortar, grenades, air bomb that kill, people with all means, escape from starvation and terror. A truck full of civilians, set off from Al-Hasaka (Hassakè), destination “safety “, reaches in Al Khwaytla and pushes a mine. A mine, an improvised device, pressed by the vehicle’s weight. There were three women in the truck, one of them was even pregnant, two kids, three men, driver inclused. The mine explodes, the truck overturns because of the impact, the civilians do not pray anymore, they cannot think of the camps in which they usually work or the houses in which they live. The kids cannot dream of playing or attending courses. Maybe the two   women wish to start a family. The pregnant one would have wanted to keep her daughter or his son tight, but now it is not possible anymore, the device is exploded, shutting out every hope, each dream. The two men, the pregnant woman’s husband, next to her, would have wanted to hold his baby as well. The second man was young, perhaps he would have liked to reach a place distant from all the horrors. The driver, who had already tried to put other civilians in safe, this time, had failed. S.J.A.L.

Foto: leseclaireursmagazine.com

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