Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

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Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

Mons. Tomasi all’Onu: eliminare residuati bellici, troppe vittime innocenti

Categories: Bonifica perché

di Roberta Gisotti
“Le guerre e i conflitti armati sono sempre un fallimento della politica e dell’umanità”. Così l’arcivescovo Silvano Tomasi, osservatore permanente della Santa Sede presso l’Ufficio Onu di Ginevra, intervenuto alla Conferenza degli Stati firmatari della Convenzione che vieta o limita l’uso di armi convenzionali, eccessivamente dannose o con effetti indiscriminati, che risale al 1983. “Il diritto umanitario” – ha affermato mons. Tomasi – dovrebbe mantenere una dimensione umana essenziale per rendere possibile la coesistenza nazionale e internazionale”. E “quando la comunità internazionale non riesce a preservare la pace non dovrebbe accettare un secondo fallimento”, ha ammonito il rappresentante della Santa Sede, riferendosi al rispetto del V Protocollo della Convenzione, che riguarda lo smaltimento dei residuati bellici esplosivi, adottato nel 2003, “uno sforzo modesto – ha sottolineato il presule – per evitare che persone innocenti diventino vittime a conflitto concluso”. “L’adesione non è solo un obbligo di Legge” – ha aggiunto – “è in primo luogo un dovere morale verso le persone e un dovere politico per riportare la pace.” “I molti recenti conflitti in Medio Oriente, Nord Africa, Europa, richiamano – ha osservato mons. Tomasi – la nostra responsabilità riguardo i residuati bellici esplosivi o di ordinanza abbandonati”. Per questo è necessario “lo stretto rispetto” dell’articolo 4 del Protocollo che fissa “l’obbligo di fornire informazioni (inclusi avvisi alle popolazioni civili) sul tipo di munizioni impiegate o abbandonate, e sulle aree interessate”. Senza osservare questo articolo sarebbe infatti impossibile applicare le altre disposizioni del Protocollo. E se “è vero che la prima responsabilità è dello Stato interessato”, “è anche un obbligo la cooperazione internazionale”. “La maggior parte degli attuali conflitti coinvolgono” infatti – ha ricordato l’osservatore della Santa Sede –  “soggetti nazionali, regionali e internazionali”, “statali” e “non statali”, e la maggioranza dei belligeranti in conflitto sono “Paesi in via di sviluppo, che non sempre hanno sufficienti strumenti per superare le conseguenze di conflitti armati sul loro territorio”. Fonte: http://it.radiovaticana.va/news/2014/11/11/mons_tomasi_all%E2%80%99onu_smaltire_residuati_bellici_esplosivi/1110825

radiovaticana.va-l’Arcivescovo Silvano Tomasi

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