Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

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Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

Bomba inesplosa sul Poggio Pelato

Categories: Bonifica perché

di Anna Cecchini

CASTIGLIONCELLO. Passeggiavano lungo uno dei sentieri che conduce alla sommità di Poggio Pelato, quando qualcuno ha notato sporgere un oggetto dal terreno. E si è subito reso conto che poteva trattarsi di un ordigno inesploso. È successo nel pomeriggio del giorno di Pasqua ad una comitiva di castiglioncellesi che stavano facendo una gita all’aria aperta, su uno dei due sentieri (quello più lungo, sul versante nord-est) che dalla base conduce sulla cima del Poggio Pelato. «Circa trecento metri prima della cava – racconta Andrea Valentini, 40enne di Castiglioncello che con gli altri stava camminando – un amico ha notato qualcosa di stondato che sbucava da un terrapieno lungo il sentiero. L’oggetto era già quasi completamente fuori dal terreno, così lo abbiamo estratto manovrandolo con cura». La comitiva ha capito subito che poteva trattarsi di un ordigno esplosivo. «Sono stato molto attento a maneggiarlo – continua Valentini -, so come comportarmi anche perché sono un tenente dell’Esercito in congedo. Credo si tratti di un colpo di mortaio inesploso, probabilmente risalente alle Seconda Guerra mondiale». Valentini e gli amici hanno riflettuto sul fatto che lasciare l’ordigno bellico sul sentiero del Poggio Pelato avrebbe comportato pericoli per le tante persone che ogni giorno frequentano la zona. «Ci vanno famiglie a passeggio – dice ancora il castiglioncellese – e anche ragazzi con le motociclette. Abbiamo pensato che se qualcuno avesse colpito l’ordigno in qualche modo, anche solo passandoci sopra con le ruote, si sarebbe potuta verificare una esplosione». Così il gruppo, sempre con grande attenzione, ha spostato il proiettile di mortaio, sistemandolo tra due alberi, in un luogo dove non transitano pedoni né veicoli di alcun tipo. «Quando sono tornato a casa – racconta Valentini – ho chiamato i carabinieri di Castiglioncello, che mi hanno messo in contatto con i carabinieri forestali di Montenero, con cui ci siamo dati appuntamento alle 19 in fondo al Poggio Pelato. Li ho accompagnati dove avevo sistemato l’ordigno e loro lo hanno spostato in un luogo ancora più sicuro e hanno delimitato l’area circostante con le apposite fascette bianche e rosse, appendendo anche un cartello che avverte del pericolo. So che poi sarebbe partito l’iter per segnalare il ritrovamento dell’ordigno alla Prefettura e di certo poi interverranno gli artificieri».

Foto-Fonte: http://iltirreno.gelocal.it/cecina/cronaca/2018/04/04/news/bomba-inesplosa-sul-poggio-pelato-1.16672351

È importante ricordare che, in casi analoghi, è fondamentale evitare di avvicinarsi a congegni esplosivi per la loro potenziale pericolosità e informare immediatamente le Forze di Polizia.

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