Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

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Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

La crisi tra Armenia e Azerbaijan non cessa

Categories: Editoriali

Azerbaijan–Armenia

Giuseppe Scognamiglio

È durata pochissimo la tregua umanitaria nel Nagorno Karabakh, siglata sabato tra Armenia e Azerbaijan ed entrata in vigore alla mezzanotte, fra sabato e domenica. I Governi di Erevan e Baku si accusano a vicenda di aver violato gli accordi. “Il nemico ha sparato colpi di artiglieria a nord, tra la mezzanotte e le 3, e ha lanciato razzi verso sud”, ha scritto per primo sui social Shushan Stepanyan, portavoce del Ministero della Difesa armeno, sostenendo che ci fossero vittime da entrambe le parti. A sua volta, il Ministero della Difesa azero ha denunciato che le forze armene hanno attaccato con colpi di mortaio e artiglieria “i dintorni della città di Dzhabrail” e alcuni villaggi liberati lungo il fiume Araz. Fonti azere riferiscono che il numero dei morti tra i propri civili è salito a 60 dall’inizio dell’escalation militare. Sabato, almeno 12 persone sono morte dopo il lancio di un missile che ha colpito Ganja, seconda città dell’Azerbaijan. Continua intanto l’esodo dei civili. Secondo i dati ufficiali, sono 90.000 – su una popolazione totale di 140.000 – le persone fuggite dal Karabakh verso l’Armenia in questi giorni. Stepanakert, la capitale, oggi è una città fantasma. Sabato, l’Armenia ha inviato i suoi rappresentanti militari a Mosca per un incontro, per discutere il cessate-il-fuoco, a cui il Governo di Baku ha deciso di non partecipare. Il portavoce del Primo Ministro armeno Mane Gevorgyan ha commentato alla Tass: “Erevan ha reagito positivamente all’iniziativa della Russia, inviando rappresentanti del Ministero della Difesa. Baku, invece, rifiuta l’accordo raggiunto a Mosca e respinge l’iniziativa della Russia”, ha osservato. Secondo Gevorgyan, è la Turchia a non permettere ai rappresentanti delle forze armate azere di andare Mosca. La scorsa settimana Erdogan e Putin si sono sentiti al telefono. Dopo il colloquio, il leader turco ha detto di voler cercare una “soluzione permanente”, accusando Erevan di voler creare una “occupazione definitiva” del territorio azero. Erdogan continua con il suo protagonismo su tutti i fronti. Ue, dove sei? Non possiamo lasciare questa crisi nelle mani di due contendenti extra Ue. Parigi, ma non ti interessavano gli armeni? Non eri tu, Presidente Macron, il loro grande tutore? Chiediamo a gran voce al Ministro degli Esteri europeo di farsi sentire, altrimenti rischieremo una escalation che ci coinvolgerà, come già accaduto in Siria…

Fonte: https://eastwest.eu/it/nagorno-karabakh-e-ancora-crisi-tra-armenia-e-azerbaijan/

Foto: france24.com 

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