Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

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Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

Rinvenuto un ordigno bellico nel porto di Trieste

Categories: Bonifica perché

Esercito Italiano–Marina Militare

Comando Forze Operative Nord di Padova–Comando Forze Operative Sud di Napoli–Comando Truppe Alpine

Udine–Gorizia–Pordenone

Trieste

Maria Elena Pattaro

Dagli scavi in porto emerge un ordigno bellico inesploso risalente alla Seconda guerra mondiale. Il ritrovamento è avvenuto nella mattinata di giovedì, a pochi passi dal Magazzino 57, affacciato su viale Campi Elisi. Proprio nell’area interessata dal cantiere per il rinnovo del parco ferroviario. Che ci potessero essere delle bombe inesplose era stato messo in conto. Per questo ogni scavo è preceduto da attività di bonifica bellica, volte appunto a individuare eventuali ordigni inesplosi e neutralizzarli. Come è successo giovedì mattina all’interno del Punto Franco Nuovo, gestito dall’Autorità portuale. Le infrastrutture erano state infatti pesantemente bombardata dagli Alleati tra il 1944 e il 1945, quando una pioggia di bombe ferì al cuore la città. Non tutte esplosero: alcune di loro “riposano” ancora nel sottosuolo. Una di queste è riaffiorata, appunto, giovedì mattina durante i lavori. Quando tra le zolle di terra è spuntata la sagoma dell’ordigno, è scattata subito la procedura di sicurezza. L’area è stata evacuata e delimitata così da garantire l’incolumità del personale e mettere in sicurezza il sito. La mobilitazione di uomini e mezzi è stata ingente. Nelle operazioni sono stati coinvolti infatti, oltre all’Autorità portuale, i Vigili del fuoco, la Capitaneria di Porto, la Guardia di Finanza e la Polizia del mare. Oltre al Terzo Reggimento Genio Guastatori di Udine, (Comando Forze Operative Nord di Padova) intervenuto per accertare la natura e le condizioni dell’ordigno. Il sopralluogo dei Guastatori è uno step imprescindibile per pianificare le successive operazioni di bonifica e brillamento. Del ritrovamento è stata informata la Prefettura, come da prassi. Nel corso del pomeriggio, l’ordigno è stato disinnescato e ora “riposa” innocuo nell’area transennata, in attesa di essere prelevato e fatto brillare in tutta sicurezza. Non è la prima volta che la città e il circondario, martoriate terre di confine, si ritrovano con bombe inesplose. Residuati dei sanguinosi conflitti che hanno scandito il Novecento. Due anni fa, per esempio, in una dolina carsica alle porte della città erano venute alla luce 80 bombe a mano risalenti alla Prima guerra mondiale.

FotoFonte: https://www.ilpiccolo.it/cronaca/rinvenuto-ordigno-bellico-porto-trieste-dotlm5y9

Vademecum

Può capitare di imbattersi in situazioni come quella appena descritta. E la domanda è: cosa si deve fare? Chiunque veda un ordigno o qualcosa che tale sembra deve segnalarlo alla polizia di Stato o ai carabinieri o alla Guardia di finanza. Deve evitare di toccarlo laddove appare scoperto. Gli artificieri dell’Esercito ricordano a chiunque dovesse imbattersi in oggetti che per forme e dimensioni possano sembrare un ordigno esplosivo o parti di esso, «che essi possono essere molto pericolosi. Non devono essere toccati o manomessi in alcun modo. Se ne deve denunciare, invece, immediatamente il ritrovamento per consentire l’intervento degli specialisti dell’Esercito».

EDUCAZIONE AL RISCHIO

Si raccomanda sempre di segnalare l’avvistamento di qualsiasi ordigno o presunto tale alle Forze dell’Ordine, evitando di toccare o muovere il manufatto dal punto dove è stato scoperto, al fine di consentire l’attivazione della corretta procedura di interdizione, rimozione e bonifica della zona nel pieno rispetto delle norme di sicurezza. E’ bene ricordare a chiunque dovesse imbattersi in oggetti che per forme e dimensione possano richiamare un ordigno esplosivo o parti di esso, che questi manufatti possono essere molto pericolosi e pertanto non devono essere toccati o manomessi in alcun modo, ma ne va denunciato immediatamente il ritrovamento, così da consentire l’intervento dei militari dell’Esercito al fine di ripristinare le condizioni di sicurezza del nostro territorio.

 È importante ricordare che, in casi analoghi, è fondamentale evitare di avvicinarsi a congegni esplosivi per la loro potenziale pericolosità e informare immediatamente le Forze di Polizia

Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia Trentino-Alto Adige, Veneto,

Friuli-Venezia Giulia, EmiliaRomagna, Toscana Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo,

Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna

Egregi Editori, il portale biografia di una bomba è orientato ad evidenziare i pericoli causati da residuati bellici, ma l’aspetto più importate consiste nel non avere fini di lucro ma solo quello di diffondere la consapevolezza del rischio dei residuati bellici. Chiediamo scusa se preleviamo le foto dei vostri articoli, ma ci servono per contestualizzare le modalità del rinvenimento. Citeremo sempre fonte e autore della foto. Sicuri di una vostra comprensione vi ringraziamo in anticipo

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