Esercito Italiano–Marina Militare
Memori di una circolare interna, quando hanno notato quel plico, non hanno esitato ad allertare il 112. Sospetti fondati: il pacco conteneva un proiettile da mortaio risalente probabilmente alla Seconda guerra mondiale. Un pomeriggio di apprensione, quello vissuto all’interno di una palazzina di via Taviani in cui operano diverse aziende, evacuato per un allarme bomba. Tra queste, una società di recupero crediti che, in mattinata, aveva ricevuto tramite un corriere un plico similare a quello che, qualche tempo fa nella sede lombarda della stessa azienda, aveva destato qualche sospetto: una corrispondenza che, una volta aperta, non avrebbe creato alcun problema, ma che è comunque bastata ad alzare il livello di attenzione all’interno della società. Così ieri, attorno alle 15.30 di ieri, gli impiegati che per primi hanno visto il pacco, hanno fatto scattare l’allarme. Immediatamente, sul posto sono arrivate diverse auto dei carabinieri e della polizia, che hanno provveduto a evacuare l’intera palazzina: circa un’ottantina di persone, che sono state velocemente allontanate dall’edificio per permettere l’intervento della Digos e, soprattutto, degli artificieri della Polizia di stato. Gli esperti del nucleo, arrivati da Genova, in poco tempo attraverso la speciale strumentazione, hanno passato al setaccio gli uffici per poi dirigere le proprie attenzioni verso il plico. Che, delicatamente aperto, ha ’svelato’ il suo contenuto: un proiettile da mortaio, al cui interno sarebbe presente ancora del materiale esplodente. Un residuato bellico ancora moderatamente pericoloso, insomma. Il proiettile è stato rimosso e preso in consegna dagli artificieri, che ora provvederanno al suo smaltimento, facendolo brillare in un luogo sicuro. Gli uffici della società di recupero crediti sono stati poi bonificati: non è escluso che i dipendenti possano tornare già da questa mattina al lavoro nella sede di via Taviani.
FotoFonte: https://www.lanazione.it/la-spezia/cronaca/allarme-bomba-in-via-taviani-d0a5aec8
Vademecum
Può capitare di imbattersi in situazioni come quella appena descritta. E la domanda è: cosa si deve fare? Chiunque veda un ordigno o qualcosa che tale sembra deve segnalarlo alla polizia di Stato o ai carabinieri o alla Guardia di finanza. Deve evitare di toccarlo laddove appare scoperto. Gli artificieri dell’Esercito ricordano a chiunque dovesse imbattersi in oggetti che per forme e dimensioni possano sembrare un ordigno esplosivo o parti di esso, «che essi possono essere molto pericolosi. Non devono essere toccati o manomessi in alcun modo. Se ne deve denunciare, invece, immediatamente il ritrovamento per consentire l’intervento degli specialisti dell’Esercito».
EDUCAZIONE AL RISCHIO
Si raccomanda sempre di segnalare l’avvistamento di qualsiasi ordigno o presunto tale alle Forze dell’Ordine, evitando di toccare o muovere il manufatto dal punto dove è stato scoperto, al fine di consentire l’attivazione della corretta procedura di interdizione, rimozione e bonifica della zona nel pieno rispetto delle norme di sicurezza. E’ bene ricordare a chiunque dovesse imbattersi in oggetti che per forme e dimensione possano richiamare un ordigno esplosivo o parti di esso, che questi manufatti possono essere molto pericolosi e pertanto non devono essere toccati o manomessi in alcun modo, ma ne va denunciato immediatamente il ritrovamento, così da consentire l’intervento dei militari dell’Esercito al fine di ripristinare le condizioni di sicurezza del nostro territorio.
È importante ricordare che, in casi analoghi, è fondamentale evitare di avvicinarsi a congegni esplosivi per la loro potenziale pericolosità e informare immediatamente le Forze di Polizia
Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia Trentino-Alto Adige, Veneto,
Friuli-Venezia Giulia, EmiliaRomagna, Toscana Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo,
Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna
Egregi Editori, il portale biografia di una bomba è orientato ad evidenziare i pericoli causati da residuati bellici, ma l’aspetto più importate consiste nel non avere fini di lucro ma solo quello di diffondere la consapevolezza del rischio dei residuati bellici. Chiediamo scusa se preleviamo le foto dei vostri articoli, ma ci servono per contestualizzare le modalità del rinvenimento. Citeremo sempre fonte e autore della foto. Sicuri di una vostra comprensione vi ringraziamo in anticipo




