Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

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Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

Yemen, il governo, la pace, la vita e la morte

Categories: Editoriali

Nel distretto di Alselw a sud di Ta’izz, in Yemen, cinque bambini trovano la forza di riunirsi per giocare, i loro occhi hanno visto orrori di ogni genere, forse hanno fame e sete, ma oggi desiderano divertirsi. I piccoli non sono a conoscenza che l’inviato ONU per lo Yemen a Sana’a è impegnato in dialoghi di pace indirizzati al nuovo Governo di salvezza nazionale. I bambini oggi girano per strade e stradine, spostano sassi, si arrampicano tra alberi e piante, si nascondono e rincorrono, cascano, ma si rialzano. È quasi sera, i bambini stanchi rientrano verso casa. Il rientro appare più lungo del previsto, le montagne appaiono maestose, la brezza serale accarezza i volti dei cinque indivisibili amichetti. In strada qualche residente esulta, altri svelano angoscia, i bimbi in ferrea fila indiana, proseguono in direzione di casa. Un bimbo nota tra la vegetazione cresciuta sul ciglio strada un oggetto colorato, si china, lo raccoglie. L’oggetto passa di mano in mano, i piccoli ridono. All’improvviso una luce accecante, un boato, i ragazzini non comprendono l’inaspettato buio che li circonda, i piccoli non capiscono lo straziante dolore fisico che attanaglia ogni parte del proprio corpo. Sul posto giungono i soccorsi, per il bimbo con la bomba tra le mani non c’è più nulla da fare, i restanti quattro amici, vengono trasportati presso l’ospedale di Ta’izz. g. l.

Foto: jmu.edu

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