Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

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Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

Spuntano due ordigni nel Piave Già allertati gli artificieri

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La piena dell’ottobre 2018 causata da Vaia ha dato una bella smossa al fondale del Piave nel tratto del Basso feltrino. Così, i pescatori del Bacino 10 che bazzicano il corso d’acqua non ci hanno messo molto ad individuarli: si tratta di due reperti bellici, entrambi di ragguardevoli dimensioni, che sono affiorati da sotto i sassi e hanno fatto capolino sotto l’acqua cristallina del fiume. La presenza di ordigni risalenti alla Grande guerra non è certo una novità per quelle zone, ma in questo periodo di grande caldo il Piave non è frequentato solo dai pescatori, ma anche da numerosi bagnanti che approfittano per trascorrere qualche ora sulle grave del fiume e magari entrano in acqua per rinfrescarsi. A un occhio non esperto sembrano delle bombe, in un caso sganciata da un aereo vista la presenza di alette laterali. Dopo avere ricevuto la segnalazione, i carabinieri hanno già avviato la procedura sollecitando il nucleo degli artificieri dell’Esercito che dovrà inviare personale specializzato da Udine (3° Reggimento Genio Guastatori di Udine), per un sopralluogo che potrebbe concludersi con la decisione di eseguire immediatamente il brillamento degli ordigni, oppure pianificare l’intervento di messa in sicurezza in un momento successivo. Gli ordigni si trovano entrambi in acqua: uno si trova in località Castellaz, davanti al Molinello; il secondo più o meno all’altezza del castello di Quero. Il lungo periodo di bello stabile che ha caratterizzato queste ultime settimane, eccetto proprio ieri, ha fatto abbassare il livello del Piave che è diventato davvero invitante per chi vuole sottrarsi alla canicola. «Attualmente sono zone raggiungibili», afferma il presidente del Bacino di pesca 10, Mattia Paoluzzi. «So che sono già state fatte le debite segnalazioni ai Carabinieri per il disinnesco da parte degli artificieri e mi auguro che l’intervento sia effettuato in breve tempo». Il pensiero va ai numerosi ordigni che nel 2014 si concentrarono sul torrente Sonna nei pressi della chiusa di Anzù. In quell’occasione un’ulteriore piena smosse i reperti e di quel materiale non si seppe più nulla.

R.C.

Fonte: https://corrierealpi.gelocal.it/belluno/cronaca/2019/07/07/news/spuntano-due-ordigni-nel-piave-gia-allertati-gli-artificieri-1.36735427

È importante ricordare che, in casi analoghi, è fondamentale evitare di avvicinarsi a congegni esplosivi per la loro potenziale pericolosità e informare immediatamente le Forze di Polizia.

Foto: Archivio

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