Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

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Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

Spunta un siluro della Seconda guerra. Forse risolto un antico “mistero” gradese

Categories: Bonifica perché

di Antonio Boemo

GRADO Riaffiora dal fondo marino un siluro della Seconda guerra mondiale riportando a galla, al contempo, una vecchia storia gradese. Quando è venuto a galla è sembrata più che altro la punta di una grande briccola coperta di alghe; poi si è scoperto che si trattava di un siluro presumibilmente della Seconda guerra mondiale. Più precisamente, si tratta della parte posteriore del siluro; manca cioè la parte più pericolosa, quella detonante. Il ritrovamento è avvenuto ieri, verso le 8.30, durante il dragaggio del canale per eliminare un dosso sabbioso di fronte a Porto San Vito, tra riva Brioni e il Molo Torpediniere, non distante dall’imboccatura del canale del porto e del ponte girevole. È importante indicare con precisione il luogo per due motivi. Il primo si riferisce a fatti risalenti presumibilmente della Seconda guerra mondiale: in quella zona si trovava uno dei depositi di siluri oltre che di ricovero dei Mas. Il secondo punto riguarda la posizione del siluro: è stato trovato lungo il canale, fortunatamente spostato verso terra cioè consentendo la navigazione lungo il canale pur se le imbarcazioni devono procedere con velocità molto ridotta per evitare di creare moto ondoso per evitare movimenti che potrebbero spostare nuovamente il sil Dunque ieri mattina il ritrovamento a una profondità di circa due metri. Il comandante della motonave Nuovo Antonio che si occupa dei dragaggi ha avvisto Circomare ipotizzando di aver notato emergere tra le alghe la punta di una briccola. Sul posto sono intervenuti anche i volontari della Protezione civile con Giuliano Felluga e il sommozzatore professionista Stefano Caressa. Tirata su lentamente ci si è accorti, però (in particolare dopo aver notato le piccole eliche), che non si trattava di una briccola ma di una parte di un siluro, quella posteriore con il serbatoio. Un grande pezzo che è stato immediatamente ricalato lentamente in mare. Manca, però, la parte più importante, quella che contiene l’esplosivo che già ieri è stata cercata anche dai sub della Protezione civile in attesa dell’arrivo a Grado nei prossimi giorni degli artificieri dello Sdai (Servizio difesa anti mezzi insidiosi) che, soprattutto se rinvenuto anche il pezzo mancante dovranno farlo emergere e trasportare al largo per farlo brillare. Come è accaduto spesso in questi ultimi anni col ritrovamento di diverse mine. Gli stessi esperti stabiliranno anche ufficialmente di cosa si tratta e a quando risale. Intanto qualcuno ha ricordato un fatto accaduto subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale quando, nella confusione generale, fu abbandonato al suo destino parecchio materiale bellico. Tra questo, a quanto pare, anche un Mas con due siluri. Un gruppetto di giovani baldanzosi gradesi non si sarebbero lasciati sfuggire l’occasione per andare ad armeggiarci attorno, pensando fosse possibile recuperare il metallo per rivenderlo. Avrebbero invece attivato involontariamente il marchingegno di accensione – così si racconta – che fece partire i due siluri che fortunatamente non scoppiarono ma finirono nel fondale fangoso del mare. Un siluro fu immediatamente ritrovato nella dirimpettaia Pampagnola. Dell’altro invece nessuna notizia. Nonostante fosse stato cercato, non si è mai riusciti a trovarlo. Ora a distanza di circa 73 anni un siluro è tornato incredibilmente a galla. Che sia proprio quello della bravata dei giovani gradesi? —uro. Anche per questo è stato fermato e ancorato e indicato con galleggianti di tre colori diversi.

Foto-Fonte: http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2018/07/31/news/spunta-un-siluro-della-seconda-guerra-forse-risolto-un-antico-mistero-gradese-1.17110529

È importante ricordare che, in casi analoghi, è fondamentale evitare di avvicinarsi a congegni esplosivi per la loro potenziale pericolosità e informare immediatamente le Autorità Portuali.

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