Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

News

Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

“Se il sole muore”

Categories: Editoriali

Si può parlare di guerra e bombe, quelle che definiscono “intelligenti” avendo un gap (margine d’errore) di 1,5m, anche meno, di mine convenzionali o fai da te. Si può discutere delle guerre terroristiche che costringono al buio mentale, azzerano dignità e anima in Siria o in Nigeria, di ciò che accade in Darfur  area Jebel Marra e non solo. Potremmo dialogare della Palestina, Yemen e del Kurdistan, guerre e guerriglie sempre più barbare, prive di motivazioni “reali”. Guerre non guerre che spargono lutti e terrore, motivate esclusivamente da generici odi rivolti a nemici mai conosciuti. Attentati nelle Filippine, Indonesia, India, Turchia, Tunisia, Libano e Kenia, la gente si scandalizza, ma i media sono troppo impegnati nel divulgare altre notizie. Come dimenticare l’11 settembre 2001 a New York (…). A seguire altri attentati a Madrid, Londra, tuttavia è a partire dall’attacco al giornale satirico Charlie Hebdo che in Europa comprendono di non essere troppo distanti dalla nuova malvagità del terzo millennio. Il 13 novembre 2015, alle ore 21, 40 la Francia è nuovamente tra gli artigli della crudeltà, al Bataclan un gruppo di criminali compie una strage di ragazzi uccisi senza comprendere il perché. Altre vittime ai ristoranti Events, Carillon e Le Petit Cambodge. In Francia in Europa il sole muore accanto a questi martiri di una vuota, isterica follia. Il 22 marzo, ore 8,00 i criminali replicano a Bruxelles, all’aeroporto Zaventem, a Maalbeek in stazione metro. 30 morti e oltre 130 feriti. I testimoni spiegano dei dettagli ciò che hanno visto e patito. Noi che giornalmente scriviamo di bombe del passato, delle vittime di ordigni dimenticati come monito al presente ed al futuro, al cospetto di tutto ciò, in piena coscienza, non possiamo aggiungere più nulla. Tra qualche giorno sarà Pasqua, ma non per tutti.

Giovanni Lafirenze

Foto: secoloditalia.it

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn
Un vagone della metro sventrato da un'esplosione nella stazione Maelbeek in una immagine ripresa da un autista e pubblicata sul profilo Twitter da Stib, la societ‡ di trasporti belga, 22 marzo 2016. 
 TWITTER +++ATTENZIONE LA FOTO NON PUO? ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L?AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++