Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

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Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

Santina, al Senato per dire «No» alle mine anti-uomo

Categories: Bonifica perché

Ancora una volta la castenedolese Santina Bianchini è ambasciatrice di un messaggio importante: mine ed ordigni inesplosi continuano a colpire ancora oggi le popolazioni civili, sia durante che dopo i conflitti. Messaggio che martedì pomeriggio l’ex assessore alla Pubblica istruzione e alla Cultura e presidente della «Campagna italiana contro le mine Onlus» ha avuto l’onere e l’onore di portare al Senato della Repubblica in occasione della XII giornata di sensibilizzazione sul problema delle mine antiuomo.

La sua è la voce dell’intera comunità di Castenedolo, il paese che fino a pochi anni fa era noto per essere sede della Valsella Meccanotecnica, la fabbrica delle famigerate mine anti-uomo che hanno ucciso e mutilato migliaia di innocenti. «Ogni 20 minuti c’è una persona che esplode su una mina, che è solo una dei possibili ordigni. – Ha spiegato Bianchini – Ecco perché dobbiamo rifocalizzare l’attenzione della società civile sempre più assuefatta al dolore, continuando a tenere alta l’attenzione sul tema». Protesizzazione delle vittime, reinserimento sociale, micro credito e sostegno alle vittime, i problemi affrontati nella conferenza «Mine Action: un investimento sull’umanità» organizzata dalla Campagna Italiana contro le mine e l’Associazione Vittime Civili di Guerra, oltre alla necessità di mantenere alta la sensibilizzazione trasversale. «Il primo Comune italiano a vietare la produzione delle mine anti-uomo con un’apposita delibera fu proprio Castenedolo – ha ricordato Santina – fondando la campagna italiana contro le mine».

E’ stata lei a seminare il germe che ha portato alla messa al bando delle mine in Italia avvenuta nel 1997. Ha ideato e promosso «Progetto Africa», associazione che la vede quotidianamente impegnata a migliorare le condizioni di vita igienico-sanitarie ed economiche della popolazione africana, e dei bambini ruandesi in particolare. «Dobbiamo pensare ai teatri di guerra – ha spiegato la donna – l’impegno sarà quello di allargare l’attenzione verso tutti quegli ordigni lanciati verso la popolazione civile, i civili sono le prime vittime indiscriminate delle guerre, soprattutto dopo la fine di un conflitto».

Testimonial della giornata di confronto Nicolas Marzolino, 20enne di Novalesa rimasto vittima nel 2013 dell’esplosione di un ordigno bellico inesploso in Piemonte risalente alla seconda guerra mondiale: «E’ stato decisamente interessante e toccante ascoltare il suo racconto – ha spiegato Bianchini – ha perso una mano ed è completamente cieco, cosa che deve farci pensare che un ordigno può colpire in ogni momento». Tra gli scopi della giornata la presentazione di un dossier che verrà diffuso nelle scuole, un’iniziativa legata allo sport: «Alcune bambine allestiranno un balletto per le coetanee che non hanno la possibilità di danzare, vittime di ordigni». Perché la sensibilizzazione deve partire proprio dalle nuove generazioni.

Foto-Fonte: http://www.inmontichiarinews.it/index.php/pages/santina-al-senato-per-dire-no-alle-mine-anti-uomo-3001.html

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