Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

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Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

Ricordate le vittime dell’eccidio di Punta Bianca

Categories: Bonifica perché

Luogo cruciale nella Guerra di Liberazione dal nazifascismo, la Val di Magra è stata teatro fra il 1943 e il 1945 di numerosi episodi, il più delle volte tragici, che ne hanno segnato la storia. Fra questi c’è anche la fucilazione dei 15 militari italoamericani giustiziati in divisa la mattina del 25 marzo 1944 sulla strada che conduce a Punta Bianca, alla Ferrara, nel luogo in cui un cippo ricorda il loro sacrificio e dove in ogni anniversario vengono deposte corone di fiori. Per le celebrazioni di quest’anno l’amministrazione comunale promosso una giornata dedicata alla loro memoria, invitando ad Ameglia Anna Maria Saiano, agente consolare degli Stati Uniti d’America a Genova, alla presenza delle massime cariche civili e militari della nostra provincia.
Una commemorazione iniziata nella scuola media ‘Don Lorenzo Celsi’ dove la delegazione guidata dal sindaco Giacomo Giampedrone ha incontrato gli alunni ripercorrendo tramite il racconto di Francesco Bernardi, copresidente del comitato unitario provinciale della Resistenza, la vicenda dei quindici soldati.
Le operazioni Ginny I e Ginny II furono due missioni di sabotaggio, entrambe fallite, tentate dall’Office of Strategic Services (servizio segreto precursore della Cia) con l’obiettivo di far saltare in aria un tunnel ferroviario nella linea Genova–Pisa, all’altezza di Framura, in modo da interrompere le comunicazioni tra la Germania e le forze tedesche impegnate a Cassino. Dopo un primo tentativo nella notte fra il 27 e il 28 febbraio ’44, il commando americano sbarcò nuovamente sulle nostre coste, in un luogo errato a metà strada fra Bonassola e Framura, il 22 marzo dopo essere salpato da Bastia. Anziché annullare nuovamente la missione il gruppo, composto interamente da soldati di origine italiana, decise di proseguire ma dopo la cattura e gli interrogatori a Bonassola e alla Spezia, la mattina del 26 marzo nonostante le convenzioni internazionali i soldati vennero tutti fucilati in via della Pace per ordine del generale Anton Dostler. “Oggi – ha detto Saiano davanti agli alunni – ricordiamo il valore di quegli uomini che provenivano da diverse zone degli Stati Uniti ed erano tutti fieri delle loro origini italiane. Sapevano di rischiare la vita ma erano animati dalla forza e dal desiderio di difendere i valori della libertà e della democrazia. E’ giusto commemorare – ha concluso – ma è necessario anche approfondire e riflettere sui fatti che hanno cambiato la nostra storia”.

La cerimonia vera e propria si è poi tenuta sul luogo dell’eccidio dove, prima degli inni dei due Paesi eseguiti dalla banda della Marina Militare, il sindaco Giampedrone ha sottolineato il valore di tutti quegli eroi “che non videro mai il risultato delle loro gesta” e “il dovere morale di difendere la democrazia e gli sforzi fatti durante la guerra da tutti coloro che hanno lottato per la pace”. Di “una giornata importante per il ricordo e la memoria” e di “imperitura gratitudine” verso gli Stati Uniti e il gesto dei militari che si sacrificarono, ha invece parlato il Prefetto della Spezia Mauro Lubatti, il quale ha inoltre esaltato l’apporto dato alla guerra di Liberazione dai soldati stranieri, non solo nel nostro territorio. Di fronte alle autorità la rappresentante del consolato statunitense ha infine reso omaggio alla memoria delle vittime citando il discorso di Gettysburg di Abramo Lincoln: “Non sono morti invano” ha detto, ricordando inoltre il profondo legame che lega Italia e Stati Uniti e ringraziando l’Amministrazione per aver ricordato con grande impegno un episodio “oscuro ma illuminante”.
La giornata amegliese di Anna Maria Saiano si è poi conclusa presso il vicino monastero di Santa Croce a Bocca di Magra dove ha potuto ammirare anche il crocifisso ligneo del XII custodito dai monaci in una delle cornici più affascinanti della Val di Magra.

BENEDETTO MARCHESE

Fonte: http://www.cittadellaspezia.com/Val-di-Magra/Sarzana-Val-di-Magra/Ricordate-le-vittime-dell-eccidio-di-179185.aspx

Foto: cittadellaspezia.com

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