Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

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Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

Ponte Priula, ordigni frenano il cantiere

Categories: Bonifica perché

di Diego Bortolotto

SUSEGANA. Il cantiere sul Piave è sospeso causa bombe (Ponte Priula). Il ritrovamento degli ordigni bellici sul greto, negli scavi attorno al ponte, ha costretto da giovedì scorso lo stop. Intanto ieri il fiume, che si è ingrossato per le precipitazioni, ha lambito le tubazioni e le aree delimitate del cantiere. Sullo sfondo inoltre ci sarebbe inoltre un intervento della Soprintendenza ai beni culturali, per la salvaguardia dell’antica e originaria struttura delle fondazioni del ponte in legno, risalente ad inizio ’800. Da alcuni giorni, precisamente da venerdì, non vi sono più uomini al lavoro sul greto del Piave. Secondo quanto indicato da Anas (l’aggiornamento risale al 14 luglio), lo stato di avanzamento dei lavori è all’1,58%. In quattro mesi e mezzo – la consegna dell’appalto all’impresa era avvenuta il 2 marzo -, sono stati eseguiti gli scavi per prelevare il materiale necessario a costituire il tracciato nella strada provvisoria che porterà al ponte Bailey e attorno ad alcune pile del ponte sulla Pontebbana. In un anno – il termine fissato è il 3 agosto 2018 -, dovranno essere eseguiti il 98,5% delle opere. Al momento però il cantiere è in stand-by, perché si attende che l’area venga sminata. Sia durante la prima guerra mondiale, che nella seconda, la zona è stata oggetto di massicci bombardamenti. Era inevitabile che si trovassero delle bombe, ma sarebbe stato rinvenuto qualche ordigno di dimensioni notevoli. Per ora non sono fornite comunicazioni al Comune di “Bomba day”, come era avvenuto una decina di anni fa. In paese lo ricordano tutti quella domenica 19 novembre 2006. Quasi l’intera popolazione Ponte della Priula, circa 1.800, per questioni di sicurezza dovette lasciare la propria casa. Durante la costruzione di un edificio in via Pascoli fu infatti scoperto un potente ordigno inesploso e così creata una zona rossa attorno per 500 metri, durante le operazione svolte dagli artificieri. Gli ordigni ora stati rinvenuti nel letto del Piave e quindi non sarebbero previste evacuazioni. Entro ottobre, nel crono programma di Anas, come confermato anche dal presidente Gianni Vittorio Armani, durante il sopralluogo dell’11 luglio insieme al governatore Luca Zaia, dovrà essere pronta la nuova viabilità. Il ponte sulla statale Pontebbana infatti sarà interdetto al traffico per sette mesi, per consentire la ristrutturazione, il consolidamento delle fondazione, l’allargamento e la costruzione delle piste ciclopedonali. Il ponte sul Piave della statale 13 è uno snodo fondamentale per la viabilità nella Marca. Il presidente del Comitato Imprenditori Veneti Piave 2000, Diotisalvi Perin, oltre a chiedere la tutela dello storico ponte e dei reperti ritrovati, sollecita le autorità perché la tempistica dei lavori venga rispettata. C’è anche il timore delle piene: «Il tempo minaccia bombe d’acqua – dichiara Perin – oggi la brentana ha travolto con l’onda i tubi in acciaio che servivano per la bretella provvisoria. Se ne arriva una più grossa l’acqua potrebbe erodere le pile dove si sono aperti già profondi scavi». Foto-Fonte: http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2017/07/26/news/ponte-priula-ordigni-frenano-il-cantiere-1.15662928

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