Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

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Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

Pericolo bomba, rione col fiato sospeso

Categories: Bonifica perché

di Francesco Piccolo
Vivono giorni di grande apprensione e curiosità nel quartiere Taverna da lunedì scorso, giorno del ritrovamento dell’ordigno bellico risalente alla Seconda guerra mondiale nell’area dove si sta costruendo l’edificio che ospiterà la scuola “Penna”. Tra i residenti, i commercianti ed anche i semplici passanti c’è un enorme interesse circa lo stato della bomba e le modalità di evacuazione previste per il 23 novembre (data fissata il disinnesco). Ma è la curiosità a farla da padrona, con tante persone che quotidianamente si recano sul luogo del ritrovamento per scorgere le sembianze dell’ordigno. Sul posto ci sono gli agenti del locale commissariato, la polizia municipale, la protezione civile e i volontari dell’Associttadino di Battipaglia, anche per evitare che la curiosità possa sfociare in qualche tentativo di ingresso nella zona rossa. L’intera area è stata interdetta ai civili in attesa di avviare le attività di disinnesco, affidate agli artificieri dell’Esercito di stanza a Caserta, ed anche la strada principale di accesso al terreno è chiusa. E se tra i residenti ed i commercianti del rione c’è grande attesa sulle modalità ed i tempi di evacuazione, soprattutto tra i più giovani la notizia è rapidamente confluita in una sorta di isteria collettiva da social network. Le fotografie di ragazzi e ragazze dinanzi al terreno che custodisce la bomba si sprecano su Facebook e Twitter, nelle classiche pose selfie che poco si addicono con la situazione di evidente pericolosità. Di certo la giornata del 23 novembre rappresenterà una domenica senza riposo per circa 2.900 persone che vivono nel circondario (in un raggio di 300 metri) e che saranno ospitate presso una scuola di Battipaglia nell’attesa di concludere le operazioni di disinnesco dell’ordigno. Che dovrebbero durare per l’intera mattinata. «Non c’è stata adeguata informazione circa le modalità di evacuazione – fa sapere il titolare di un bar su via Rosa Jemma – vorremmo sapere in anticipo cosa accadrà il 23 novembre e dove dovremo andare». Sulla stessa linea una signora che abita in un palazzo confinante con il luogo del ritrovamento: «non abbiamo paura perché sappiamo che le operazioni saranno condotte con attenzione e da personale specializzato. Piuttosto vorremmo che finisse questo pellegrinaggio continuo di gente che viene a curiosare per tentare di vedere la bomba». Un clima di bizzarro interesse che è confermato da alcuni ragazzi sul luogo: «sarebbe bello vedere questa bomba, visto che finora l’abbiamo guardata solo in foto. Purtroppo non ci fanno nemmeno avvicinare». Da parte dell’impresa esecutrice dei lavori di realizzazione dell’istituto “Penna” (che proprio lunedì, giorno del ritrovamento, aveva avviato l’opera dopo due anni di intoppi burocratici), Terralavoro Costruzioni, c’è stata finora massima disponibilità. «Abbiamo rinvenuto la bomba alle 10 di lunedì, quando un escavatore ha toccato l’ordigno – racconta l’imprenditore Pino Terralavoro – abbiamo subito contattato le forze dell’ordine: la priorità è l’incolumità dei cittadini. Di certo questo evento rallenterà i lavori di qualche settimana, ma recupereremo il tempo perso in corso d’opera». Fonte: http://lacittadisalerno.gelocal.it/salerno/cronaca/2014/11/15/news/pericolo-bomba-rione-col-fiato-sospeso-1.10319391
lacittadisalerno.gelocal.it

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