Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

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Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

Occhi privi di lacrime

Categories: Editoriali

Crocetta del Montello, piccolo Comune in Provincia di Treviso. La notte del 15 giugno 1918, inizia l’ultima offensiva austriaca, (La Battaglia del Solstizio).  Gli scontri si concentrano, sia sull’Altopiano del Montello, che sul comune di Nervesa della Battaglia, (completamente distrutto).  Ma il 23 dello stesso mese, le truppe italiane costringono al ripiego i fanti austriaci, forzati ad abbandonare Paese ed Altopiano, dove ancora oggi è possibile vedere trincee, bunker e camminamenti severi testimoni del tragico periodo.  Nel 1930 a Nervesa della Battaglia, erigono un piccolo Sacrario che ancora oggi conserva le spoglie dei soldati italiani e autro-ungarici, caduti nel conflitto.  Nel periodo della Seconda Guerra Mondiale il Comune di “Crocetta del Montello”, diviene sede per la Corte dei Conti della Repubblica Sociale Italiana (R.S.I.). Naturalmente, per presidiare l’importante palazzo, è chiamata la X MAS.

 …Oggi la notizia…

…Un agricoltore del paese nota, la presenza di uno strano pezzo di ferro, ricoperto di terra, incastrato tra gli ingranaggi della fresa del suo mezzo agricolo.  Ciò impedisce di continuare il lavoro.  Solerte l’agricoltore, conduce il trattore dal suo meccanico di fiducia.  In officina il meccanico, figlio del titolare, non si perde d’animo e attraverso l’aiuto di una bombola d’Acetilene decide d’eliminare l’inconveniente.  Ma la fiamma a contatto del residuato bellico non perdona.

È un istante.

L’incolpevole, ragazzino, dilaniato, raggiunge i fanti della “…Grande Guerra…”.

Come può essere possibile una tragedia di tali dimensioni.  Operatori agricoli a Crocetta del Montello, che non immaginano la presenza di residuati bellici. Sembra impossibile, ma è amaramente vero.  Molti studiosi, Associazioni si battono per non assopire, memorie quasi spente.  Tanti connazionali credono, che le guerre siano argomenti scolastici e nulla più. Ma al contrario, di guerra in Italia e nel mondo, si muore ancora.

Le guerre non hanno mai una vera fine.

Io non ho più parole. Non ho più lacrime. La disgrazia di Crocetta; sarà un’invisibile cicatrice per tutti noi.

Giovanni Lafirenze

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