Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

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Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

La vita degli altri

Categories: Editoriali

In città a Bur Acaba, nella regione somala di Bai, è giorno di mercato, i commercianti tentano di vendere ciò che possiedono, i residenti acquistano ciò che possono. La gente cammina tra le bancarelle, i venditori sorridono gesticolando, urlando richiamano l’attenzione dei potenziali acquirenti. Una signora con una mano solleva un pezzo di stoffa, con l’altra trattiene un bambino, suo figlio, che vorrebbe correre tra i colorati banchi del mercato. Un anziano del villaggio supplica una sedia, vorrebbe riposarsi. La temperatura è alta, l’afa soffoca corpi e parole, il sole acceca, due ragazzini si sistemano sotto una tenda. Due giovanotti appoggiati ad un bidone osservano una ragazza. I commercianti lusingano merci ed acquirenti. Due uomini di mezza età, bevono dell’acqua, all’improvviso l’inferno si impossessa del posto. Le bancarelle volano via, dal bidone dei due ragazzi parte una sfera infuocata che travolge, annienta, uccide le persone citate. Giungono i soccorsi, le ambulanze, i militari presenti tentano di individuare persone da salvare, ma ciò che si vede è solo sangue di gente martoriata, i corpi delle vittime si presentano straziati. La mamma, il bambino, i due ragazzi, l’uomo anziano, un commerciante muoiono dilaniati, altre dieci persone, subiscono gravi menomazioni fisiche. Ad esplodere è stata una mina, una mina particolare, improvvisata e radiocomandata. g.l.

Foto: baydhabo.com

The others’ life

In the city of Bur Acaba, in the region of Bai, there is the weekly open-air market, where merchants try to sell their properties and inhabitants buy what they can. People wander among the stands, the seller smile gesticulating and shouting in order to require the potential buyer’s attention. A woman raises a piece of cloth with a hand, with the other one, she is keeping her son who is attracted by the colors on the many stands. An old man begs for a chair, he wish to get some rest. The temperature is high, the stuffiness suffocates bodies and words, two kids hide in a tent. Two young boys, leaning on a bin, are watching a girl. Merchants carry on luring buyers. Two middle-aged men drink water and suddenly the hell takes over the place. The stands fly away, from the two boys’ bin a burning sphere set off, crushing, devastating and killing all the persons who were there. First aid comes there, ambulances, militaries try to identify people who still need help, but the only thing they can see is the blood of torn apart bodies. The mum, her child, the two kids, the old man, are now dead, other ten persons undergo serious damages. It was a mine, a particular mine, an improvised and remote-controlled one. S.J.A.L.

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