Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

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Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

La guerra presenta ancora il conto

Categories: Editoriali

Italo Interesse

Lunedì scorso Bari non ha dimenticato i tanti morti del rovinoso bombardamento che il capoluogo dovette patire la sera del 2 dicembre 1943 ad opera della Luftwaffe. Lo ha fatto con una serie di eventi tra cui particolare risonanza ha avuto la premiazione degli alunni vincitori di un premio letterario di recente istituzione. Promosso e organizzato dall’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra in collaborazione con le più alte Istituzioni del nostro territorio, il concorso ‘La Puglia e le sue vittime civili di guerra’ ha premiato alcuni alunni di scuola Superiore: Alessandra Michea, Luca Giuseppe Carnimeo, Silvia Carnimeo, Mariagrazia Gravina, Gaia Lemma, Alessia Cosentino, Gaia Garofalo, Dominique Fascione.  I giovani si erano prodotti in elaborati inerenti al tema assegnato: ‘Conoscere per riconoscere – Orrori di guerra e speranze di pace. Bari 2 dicembre 1943 e 9 aprile 1945’ (la seconda delle due date fa riferimento all’esplosione avvenuta all’interno del bacino portuale di una nave statunitense carica di aggressivi chimici; tra morti e intossicati le vittime furono migliaia). Obiettivo del concorso, sensibilizzare i giovani intorno all’atrocità della guerra cominciando a riflettere sulle ferite che i conflitti del passato hanno inferto al nostro territorio e alla sua gente. Una premiazione giunta al momento opportuno: Alcune ferite di guerra non si sono ancora rimarginate… E’ il caso delle bombe d’aereo che, inesplose, dormono sotto i nostri piedi. E sono assai più di quante se ne possano immaginare. Basta aprire un cantiere, rivoltare un terreno perché un bulldozer metta a nudo ordigni rimasti efficienti malgrado siano passati quasi ottant’anni. Alcuni giorni fa per disinnescare una bomba d’aereo della seconda guerra mondiale in via Nizza a Torino (operazione poi riuscita) è stato necessario evacuare quasi diecimila residenti nel raggio di settecento metri. Ancora per una bomba d’aereo dell’ultimo conflitto rinvenuta intatta nel corso di lavori di scavo vicino al cinema Andromeda, al quartiere Bozzano, a Brindisi, cinquantamila abitanti dovranno abbandonare le loro case nel raggio di 1600 metri dal possibile epicentro di un’esplosione che sarebbe tremenda (la grande evacuazione è prevista per il 15 di questo mese). Sono cose che fanno rabbia, soprattutto perché evitabili: basterebbe rispettare l’obbligo di bonifica bellica ogni qual volta si esegue un progetto di costruzione. E invece, per risparmiare cifre modeste, progettisti e ditte senza coscienza non si fanno scrupolo di esporre comunità intere, bene che vada, ad ansie, disagi e contrazione delle attività lavorative. Danni che, monetizzati, corrispondono alle omesse spese di bonifica bellica moltiplicate migliaia di volte. E Pantalone paga.

Fonte: https://quotidianodibari.it/la-guerra-presenta-ancora-il-conto/

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