Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

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Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

Il rientro

Categories: Editoriali

Avventurarsi nel Borno in Nigeria su quel mezzo che riconduce a casa, gli sfollati già immaginano, non di riprendere una vita “normale”, ma quantomeno di ritrovare tra le mura domestiche affetti obliati da anni di guerra e dal terrore da cui sono fuggiti: Boko Haram. Il camion parte da Maiduguri di mattina, e secondo i programmi prestabiliti il mezzo deve raggiungere le residenze dei passeggieri, cioè “Ngom, Gambaru e Ngala”, il trasporto è organizzato dalle autorità militari della Capitale. Durante il viaggio, c’è chi parla di nuove e positive idee da realizzare, chi al contrario è pessimista e spiega che i terroristi potrebbero tornare, tuttavia i più in silenzio osservano dal finestrino le macerie prodotte dalla guerra. Infatti il panorama esibisce luoghi isolati, paesi fantasma, probabilmente colmi di velate e nuove minacce. Il mezzo è partito da qualche minuto, ha già imboccato la Maiduguri-Dikwa, i bambini non avendo spazio per muoversi si limitano a giocare con pezzi di legno e stoffa. Una ragazzina prova ad intonare una canzoncina, due donne anziane sembrano pregare. Un uomo di mezza età impreca contro il terrorismo che ha distrutto la sua vita, la vita della famiglia e del paese, le sue parole raggiungono i presenti con toni sempre più alti e rancorosi. Qualche viaggiatore annuisce, altri sperano di trovare cibo e medicinali. L’autista chiede ad un gruppo di sfollati di allontanarsi dal posto di guida, in realtà il mezzo di trasporto è stracolmo, l’aria è resa irrespirabile da sabbia, fumi del motore e dalla stessa respirazione dei passeggieri. Un signore apre due finestrini, ma la situazione peggiora. Un’anziana donna inizia ad avere problemi respiratori, i presenti non possono assisterla. L’autista avendo compreso il malessere dell’anziana signora promette di prolungare la sosta al prossimo villaggio di Ngom, luogo in cui tra l’altro dovrebbero fermarsi due famiglie del luogo. Difatti il mezzo giunto all’apposita uscita, abbandona la superstrada per imboccare il percorso che conduce a Ngom. Le coppie che dovrebbero fermarsi al villaggio, iniziano a spintonare, tentano di riappropriarsi di uno scatolone contenente chissà cosa. La strada è malmessa, il camion sussulta, la polvere continua a riempire l’ambiente, l’anziana signora è in affanno, nonostante la polvere dai finestrini, sono visibili le prime case del villaggio. Appare tutto, in ordine, campi, alberi, capanne, case. I presenti nonostante tutto sorridono. La corriera, continua a sobbalzare, all’improvviso un infernale, potente boato che ribalta mezzo e passeggeri. A detonare diranno le successive indagini è stata una potente mina artigianale posata da un gruppo terrorista appartenente a Boko Haram.

Giovanni Lafirenze

Foto: Archivio

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