Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

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Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

Esplode ordigno, non è una bombola del gas, non è un grosso petardo, non è un residuato bellico

Categories: Editoriali

In Provincia di Perugia, nel territorio di Panicale in località Tavernelle esplode un ordigno talmente potente da creare un cratere. A lanciare la notizia è la Prima Pagina, giornale web. A dettagliare la cronaca è il dott. Renato Casaioli:

Ieri pomeriggio, intorno alle 17 un boato secco e terrificante ha scosso la zona industriale della Potassa, nei pressi di Tavernelle. Gli operai e impiegati della Trafomec e di altre aziende si sono precipitati fuori dagli stabilimenti. Il botto è stato avvertito fino a 5-6 km di distanza. Sul momenti tutti hanno pensato all’esplosione di un bombolone del gas, o di qualche impianto industriale. Poi però una nube biancastra a forma di fungo ha segnalato con più precisione il luogo dello scoppio. Certo, non molto lontano dalle fabbriche e dai capannoni, ma in piena campagna. Per la precisione a fianco di una vecchia porcilaia facente parte di una azienda agraria dismessa insieme a vari casolari, anch’essi disabitati e dismessi da tempo. A causare la deflagrazione non sarebbe stato un bombolone del gas, ma un ordigno. Non si sa bene, ancora, di quale natura. Probabilmente non un ordigno bellico rimasto interrato per 74 anni, cioè dal passaggio del fronte nel 1944, perché lo scoppio è avvenuto in superficie. L’ordigno era cioè alla luce del sole. Un ordigno bellico rimasto lì per decenni sarebbe stato notato in precedenza”. Il giornalista il base a sue conoscenze o fonti dirette, esclude a priori l’ipotesi del residuato bellico e lo fa senza attendere le perizie del gruppo artificieri dell’Esercito. Tra l’altro dimenticando i boati (ordigni bellici), della scorsa estate tra Moiano e Città della Pieve al confine con Castiglione del Lago. Esplosioni causate da roghi estivi. La zona è colma di residuati bellici (Panicarola). Non solo, il cronista aggiunge che l’oggetto esplodente non è un residuato bellico in quanto detonato in superficie. ovviamente la domanda è ovvia: perchè qualcuno avrebbe visto la bomba esplosa posata superficie? e se così fosse, non è possibile che ignoti avrebbero abbandonato sul posto, in superficie un residuato bellico? Resto in attesa di qualche risposta.

Giovanni Lafirenze

Foto-Fonte: http://www.primapaginachiusi.it/2018/05/esplosione-una-porcilaia-dismessa-tavernelle-una-bomba-contro-chi/

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