Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

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Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

Emam è morto per non nutrire rancore nei confronti di chi ha distrutto il suo paese.

Categories: Editoriali

Ad Aleppo le incursioni aree non danno tregua, bombe su bombe in grado di annientare ciò che in pratica già non esiste più. Bombe che incendiano e distruggono interi quartieri da tempo abbattuti e ridotti in macerie. Fuoco su fuoco che senza pietà divora la città siriana, già patrimonio dell’Unesco e Capitale culturale del mondo islamico. Le bombe precipitano su Aleppo, Unicef denuncia che nel corso della settimana trascorsa in città sono stati uccisi 96 bambini, e feriti altri 223. Save the Children oltre a confermare il drammatico dato aggiunge che attualmente 250.000 civili risultano intrappolati nei quartieri target alla mercé di ordigni al fosforo, bunker-buster, al napalm. Ordigni che centrano infrastrutture civili, ospedali, finanche esercizi commerciali privi di merce da vendere e privi d’acquirenti ormai in balia un inarrestabile terrore che li spinge tra gli scafi, tra i gommoni della morte. Tra le tante terribili vicende che andrebbero narrate il The Independent, estrae la storia di Emam Muhammad, un bimbo di quattro anni che a dire della fonte mentre “gioca”, in compagnia delle sorelline di sette e dieci anni, trova una piccola sfera argentata, Emam la raccoglie, ma questa esplodendo martorizza il corpo del piccolo che è subito trasportato presso l’ospedale più vicino. I medici riscontrano traumi all’addome, arti superiori e inferiori, danni alla vista, all’udito e numerose emorragie interne. Il piccolo muore dopo poche ore in quel letto d’ospedale. Le sorelle sebbene in gravi condizioni non rischierebbero la vita. Emam è morto a causa di una guerra contro il terrore Daesh. Emam è morto a causa delle bombe siriane che producono nei confronti della popolazione lo stesso identico terrore Daesh. Emam ha scelto di morire, per non fuggire. Emam è morto in nome della pace. Emam è morto per non nutrire rancore nei confronti di chi ha distrutto il suo paese.

Giovanni Lafirenze

Fonte-Foto: independent.co.uk

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