Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

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Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

E figlie so’ figlie e so’ tutt’eguale!

Categories: Editoriali

Amnesty International denuncia ed è giustissimo, il gravissimo dramma dei residuati bellici che nel nord dello Yemen uccidono civili e tra questi i bambini che ingenuamente raccolgono sub-munizioni, mine, bombe a mano, ordigni d’ogni genere. I giornali di tutto il mondo raccontano e descrivono nei particolari ciò che accade in quei luoghi. Naturalmente espongono i numeri delle tragedie: 16 civili uccisi da residuati bellici tra luglio 2015 e aprile 2016. Amnesty International ripete ciò che da tempo biografia di una bomba continua a riferire: il problema di chi vorrebbe rientrare nelle proprie abitazioni e non può permetterselo a causa delle bombe inesplose. Tuttavia Amnesty, ma non solo Amnesty dimentica di un bimbo dilaniato da una bomba in Senegal, il suo nome ? Amadou Moussa Ba ucciso da una mina il 22 di questo mese, mentre rientrava da una scuola in Dodji. I soccorritori trovano il corpo di Amadou, le ferite sono gravissime, arti superiori inesistenti, squarci al torace, il viso tumefatto, i suoi occhi privi di lacrime, immobili e rivolti verso l’alto. Ma questo è un dramma di serie B, forse C, non ne parla nessuno né di Amadou, né di altre vittime senegalesi o somale. Le guerre non sono tutte uguali e neanche le giovani vittime. Eppure anche Filomena Marturano, personaggio dell’omonima  commedia in tre atti di Eduardo, ripeteva a Don Domenico Soriano: E figlie so’ figlie e so’ tutt’eguale!

Giovanni Lafirenze

 

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