Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

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Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

Conoscere per Ri-Conoscere al Vito Fornari di Molfetta

Categories: Bonifica perché,Editoriali

Giungo a Molfetta intorno alle nove, incontro il Dott. Michele Spadavecchia, tra qualche ora inizia  la conferenza rivolta al pericolo ordigni inesplosi con i rappresentanti di classe del Liceo. Il bar non è distante e seduti ad un tavolino iniziamo a stabilire scaletta, interventi e tempi. Ovviamente si parla delle guerre in corso, di ciò che accade in Siria, Nigeria, Yemen a Jebel Marra in Darfur, le umiliazione dei migranti stretti da nuovi muri e dai morsi della fame. Il tempo passa ci avviamo verso l’Istituto. Ci accoglie un’addetta ai rapporti con il pubblico che sorridendo ci accompagna dal Preside Lovascio. Il dirigente affida ad un assistente della scuola il compito di accompagnarci in sala, sistemare computer, proiettore e lavagna, in realtà è già tutto pronto, servono solo le nostre foto custodite in pennetta. Mentre sistemiamo le locandine in sala entrano i primi studenti <<buon giorno>>

<<buon giorno a voi>> rispondiamo.

La sala si riempie, non del tutto, infatti il pubblico presente è costituito solo dai rappresentanti di classe. Il preside spiega ai ragazzi il problema dei residuati bellici, presenta l’Associazione Vittime Civili di Guerra, spiega le ragioni della Campagna e prega loro di riportare ai compagni di classe ogni parola udita, i ragazzi applaudono. Nel contempo mi cede la parola, ringrazio e dopo aver salutato i ragazzi a nome della Direzione Nazionale A.N.V.C.G. e della sede di Bari cedo il microfono al Dott. Michele Spadavecchia, medico di bordo della marina mercantile.  Michele tra l’atro è uno studioso, uno storico locale, spiega ai ragazzi del bombardamento subito dalla città di Bari il 2 dicembre del 1943, racconta delle bombe precipitate nel porto del disastro prodotto dall’esplosione della nave americana  John Harvey carica di bombe a caricamento chimico (Iprite), di altre bombe a caricamento ordinario, narra delle gesta dei primi bonificatori subacquei, del Capitano Vincenzo Martelotta e dei grandi sacrifici dei bonificatori del dopoguerra, dell’esplosione della nave  Henderson. I ragazzi ascoltano con grande interesse, tuttavia Sadavecchia cede la parola a chi scrive. Partono le slides, I ragazzi vedono gli ordigni mostrati da Spadavecchia come li potremmo rinvenire oggi, apparentemente innocui, ma potenzialmente mortali, il dialogo si vivacizza, le domande infuriano, si moltiplicano sempre più, il dialogo continua fino alle 13, il Preside è chiamato urgentemente altrove, si scusa e chiede di consegnare l’attestato di partecipazione direttamente ai ragazzi. Questi ultimi appaiono gratificati dalle parole del Preside e restano in attesa dell’attestato. Che consegno dopo aver rivolto l’ultima domanda: se pensassimo d’aver individuato un residuato bellico in mare o in terra come di dovremmo comportare?>> in coro la risposta è notevolmente chiara<< chiamiamo il 112 o il 113>> l’orologio segna le 13:00 consegno l’attestato due, tre foto ricordo e con grande dispiacere ci allontaniamo anche da questo Istituto da questi ragazzi, avremmo voluto soddisfare più domande ma il tempo a nostra disposizione non lo consente. La campagna Conoscere per Ri-conoscere continua, altre date si avvicinano. La prossima l’Istituto Giulio Cesare di Bari.

Giovanni Lafirenze

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