Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

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Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

BARI RICORDA MARTELLOTTA

Categories: Bonifica perché

L’intitolazione di una strada ad un decorato al Valor Militare, almeno a Bari, è un fatto abbastanza normale. Generalmente, però questo avviene per i decorati nati e/o residenti a Bari o nella provincia. Il 12 dicembre scorso però, con una importante cerimonia, è stata intitolata una strada cittadina ad un decorato di un’altra provincia: il Col A. N Ing. Vincenzo Martellotta nato a Taranto. Per capire il perché di questa eccezione occorre innanzitutto ricordare che Martellotta, durante la seconda guerra mondiale, fu protagonista assoluto delle leggendarie imprese condotte dai marinai italiani a bordo dei “maiali” contro le munite basi inglesi di Malta (26 luglio 1941) e di Alessandria (18-19 novembre 1941, che culminò con l’affondamento di due corazzate e una petroliera) e per questi ed altri episodi fu decorato complessivamente con una MOVM e una MAVM e una promozione al grado superiore. Ma non propriamente per questi fatti Bari Ha voluto ricordare l’ufficiale di marina, bensì per un altro fatto eroico che sicuramente salvò la città da una catastrofe. Il fatto si collega direttamente al disastroso bombardamento del 2 dicembre 1943, definito dal Generale Eisenhower il più grave dopo quello di Pearl Harbor, che tuttavia per una discutibile censura imposta a suo tempo da Winston Churchill (che non voleva si sapesse che sulle navi di Sua Maestà vi erano gli aggressivi chimici da anni posti al bando del consenso delle Nazioni), è stato a lungo ignorato sia dalla stampa dell’epoca, sia dagli storici. Solo recentemente le conseguenze di lungo periodo di quell’episodio si sono imposte all’attenzione della ricerca storica e medico scientifico. Nell’incursione tedesca di quel 2 dicembre 1943 furono affondate 17 navi angloamericana (altre otto furono gravemente danneggiate) e 5 di queste erano cariche di munizionamento contenente aggressivi chimici pericolosissimi, anzi mortali, a base di iprite. Per molto tempo quelle navi affondate sono state una fonte di pericoli gravissimi per l’intera città. Le operazioni di bonifica del porto iniziarono nel 1947 e si protrassero per alcuni anni. A dirigerle la Marina chiamò l’allora maggiore Vincenzo Martellotta, l’eroe di Malta e di Alessandria. Per dare una idea della quantità immane dei vari ordigni recuperati, è sufficiente leggere i rapporti che settimanalmente Martellotta inviava ai diversi Ministeri interessati e alla prefettura. Da questi risulta che i soli ordigni chimici caricati ad iprite assommarono a 15.551 bombe d’aereo e 2.533 casse di munizioni (ovviamente il quantitativo di munizionamento ordinario recuperato fu di gran lunga superiore). Le operazioni consistevano nel recupero dei vari ordigni, dai fondali del porto, e nel loro caricamento su appositi zatteroni. Poi apposite ditte civili trasportavano al largo questi zatteroni e ne affondavano il carico su fondali di 400 metri, se questo era costituito da munizionamento ordinario, e su fondali di 1000 metri se il carico conteneva iprite. In attesa del caricamento sigli zatteroni gli ordigni recuperati venivano depositati in appositi locali del porto. In uno di questi il 22 giugno 47 si sviluppò un incendio; nel locale erano depositate grosse bombe d’aereo contenenti iprite. La situazione era gravissima e stava per trasformarsi in un’immane catastrofe per la città, ma Martellotta e la sua squadra non persero un istante e, incuranti della propria incolumità, spensero l’incendio e neutralizzarono la fuoriuscita dell’iprite da una bomba profondamente corrosa dalla lunga permanenza nelle acque del porto. Quasi tutti rimasero ustionati in maniera grave e molti di loro, compreso Martellotta furono a lungo ricoverati nell’Ospedale Militare di Taranto. Due anni dopo il 27 aprile 49, il valoroso ufficiale fu insignito di una medaglia d’argento al merito civile. Quasi sessanta anni dopo Bari gli ha intitolato una strada.

Generale Giuseppe Picca

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