Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

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Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

Categories: Editoriali

È giovedì 26 febbraio, ore 8:50 la sala Ciber-lab è stracolma di studenti. Tre gli Istituti scolastici della zona: de Viti de Marco, Capozzi Galilei e Giovanni XXIII. Sembra tutto in ordine, potremmo iniziare la conferenza con i ragazzi, la professoressa Paola Ruggeri lancia ultimi suggerimenti ai due studenti sul palco, una coppia di giovani promettenti musicisti in grado d’emozionare ad ogni esibizione i presenti. Il primo intervento è della professoressa Paola Vulpis, saluta i partecipanti, introduce l’argomento della giornata: la shoah e ciò che di ogni guerra, oltre alle vittime, resta interrato, ossia i residuati bellici. Spiega ai ragazzi le ragioni della nostra campagna informativa sul rischio prodotto da queste bombe del passato, ma non solo del passato, visto ciò che accade nell’Europa dell’est, a Gaza, in Siria e in tanti altri luoghi ormai infernali. La Vulpis, cede la parola al dirigente scolastico Maria Morisco, la quale introduce l’argomento guerra. La prima, la seconda guerra mondiale, le trincee, i fanti, i bombardamenti, infine conclude il suo dire con numerosi “perché ?”. Ad ogni “perché” i ragazzi applaudono. I due musicisti iniziano con il brano Gam Gam versione Ennio Moricone, in sala l’emozione è ben visibile. La Vulpis, prima di consegnarmi il microfono, ribadisce l’impegno dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra. Le domande dei ragazzi si susseguono l’una dopo l’altra, è quasi un’intervista. Domande mirate a cui rispondo con entusiasmo. Uno studente s’informa a proposito del documentario “Il testimone passato” video tra l’altro ideato dall’ANVCG proprio per loro. Il dialogo con gli studenti s’intensifica sempre più, prometto di ritornare prima possibile, cedo il microfono alla scrittrice Francesca Romana Recchia Luciani autrice del saggio “La shoah spiegata ai ragazzi” e docente di filosofia presso l’Università di Bari. La Professoressa spiega l’olocausto voluto dai nazisti, racconta di una “soluzione finale” scientificamente studiata e realizzata in modo “volutamente industriale”. Cita Hannah Arendt e il saggio la Banalità del male, il processo Eichmann. In sala ascoltano in silenzio le parole della filosofa che sollecitata dai ragazzi continua a spiegare anche le complicità politiche e sociali di quei tempi. I giovani Musicisti Luigi Cimini e Leonardo Smaldini intonano la Guerra di Piero, famoso brano di Fabrizio De Andrè. La docente universitaria ringrazia i presenti per l’attenzione, la Vulpis cede il microfono a quattro studenti rientrati da una visita studio ad Auschwitz, ma non solo, infatti i giovani mostrano foto della Risiera di San Sabba, del ghetto di Cracovia, di Birkenau. Ilenia, Andra, Licia, Rossella, leggono, raccontano le proprie angosce al cospetto di quei forni, di quelle malefiche camere che ancora oggi e, come pretenderebbe la dirigente Morisco, richiederebbero risposte a milioni e milioni di “perché”. Gli studenti si commuovono, piangono per quelle giovani vite a cui è stata svuotata anche l’anima. I giovani musicisti chiudono la conferenza con il brano: Auschwitz scritto da Francesco Guccini e cantato anche dai Nomadi. La musica è arte e con essa, grazie ad essa la speranza rinasce, gli studenti applaudono i due giovani talenti dell’Istituto de Viti de Marco. A nome dell’Associazione saluto professori e ragazzi, con la professoressa Vulpis la promessa di risentirci quanto prima per altri progetti culturali. La scrittrice Francesca Romana Recchia Luciani chiede una copia del documentario “ Il testimone passato”, vorrebbe creare un evento adatto anche all’Ateneo. Firmo qualche autografo, un paio di scatti ricordo al fianco delle professoresse , un ultimo sguardo ai ragazzi, sorrido, qualcuno ricambia il saluto. Li noto toccati, colpiti dalle atrocità dell’uomo. La giornata a Valenzano è terminata, ma la nostra campagna rivolta al pericolo prodotto dai residuati bellici continua, deve continuare…
Giovanni Lafirenze

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