Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

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Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.

Una domenica bestiale

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Domenica 6 gennaio, due bambini siriani a distanza di 60 km, mentre compiono loro faccende, sono colpiti dall’esplosione di residuati bellici. Ma la guerra è finita, c’è l’armistizio ! Forse è vero, ma ordigni inesplosi continuano a compiere la diabolica missione per cui sono stati creati, venduti, acquistati. E non è importante per la vittima se l’ordigno è d’ordinanza o improvvisato. “Quando si muore si muore soli” cantava De Andrè, e quanto muori non hai tempo di porti domande o lanciare l’ultimo disperato appello: <<ma la guerra non era finita?>>.  Ai due ragazzini gravemente feriti che dovremmo rispondere ? Si c’è stato un armistizio un po’ farlocco, una tregua non da tutti condivisa. Stesso giorno, stessa domenica a Kazlų Rūda in Lituania due residenti un 40enne, un 45enne, muoiono dilaniati dall’esplosione di un residuato bellico sparato ai tempi dell’ultima guerra mondiale e questo dimostra una volta di più, per i distratti che le guerre a dispetto del tempo continuano ad uccidere. È domenica 6 gennaio quando in Giappone a Kiyotake, Miyazaki è rinvenuto un ordigno bellico. In Tunisia coinvolta tra l’altro da guerre civili e, mentre si continua a guerreggiare ai confini con la Libia, in località  Kiyotake, Miyazaki è trovata una granata d’artiglieria risalente al conflitto mondiale. Ma Forse in Siria, in Libia, non è mai domenica.  È domenica 6 marzo in Romania ad  Orșova, quando due minori raccolgono dalle sponde del Danubio una bottiglia piena di ogive inesplose. È domenica, i genitori allertano la polizia e la guerra è finita da tempo. Tutto bene quello che finisce bene. Ed è sempre domenica sei marzo quando l’equipaggio della HMAS Darwin (Marina Australiana) al largo delle coste dell’Oman, durante una verifica di una nave “fantasma”, priva di documenti di navigazione, rinviene ben custodito nei depositi delle stive, un arsenale da guerra pronto per essere venduto all’acquirente di turno. <<La guerra è finita>>, vorrebbero urlare le popolazioni di tutto il mondo, ma così non è.

G.L.

Foto: theaustralian.com.au

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